Influencer Marketing nel mondo del vino

Chi influenza il comportamento dei consumatori nel settore vinicolo odierno?


L’Influencer marketing è un ramo del marketing in cui il marchio, in collaborazione con professionisti (o meno), definisce strategie verso uno specifico segmento di pubblico. Queste strategie possono essere realizzate e implementate attraverso vari canali, offline e online, o entrambi. Gli influencer possono influenzare, positivamente o negativamente, l’opinione degli altri riguardo a un prodotto, un marchio o una tendenza. Possono anche guidare le conversioni dei consumatori, come l’acquisto, l’iscrizione a un wine club o a un corso, la partecipazione a un evento, eccetera.

Le categorie di Influencer nel marketing si dividono principalmente in: Social Broadcaster (tra cui personaggi noti della TV o della radio, giornalisti, critici, ecc.), Mass Influencer (esperti del settore con forte visibilità), Potential Influencer (o micro-influencer con un alto tasso di coinvolgimento del loro pubblico). Di recente ci siamo concentrati principalmente sui Digital Influencer nel business del vino ma il canale offline è altrettanto importante e include giornalisti e scrittori offline, rivenditori, sommelier, educatori, appassionati e molto altro.


Comportamento del consumatore (Consumer Behavior). Il consumo è da tempo diventato un atto sociale prima che economico. L’eccessiva offerta, anche quella sul web, rende il consumatore insoddisfatto a causa del rammarico per le opzioni scartate, il cosiddetto “paradosso della scelta”. Il consumatore, soprattutto quello poco coinvolto, tende a semplificare la scelta uniformandosi alle preferenze di massa. Sapere che altri hanno scelto lo stesso prodotto lo rassicura. L’Influencer sfrutta questo fattore come vantaggio attraverso una comunicazione mirata a un preciso target di consumatori. Soprattutto nel vino, dove la vasta scelta crea confusione decisionale, molti consumatori si fidano di chi ha già vissuto l’esperienza di acquisto o consumo senza nemmeno considerare le variabili della soggettività. Basti pensare alla popolarità e al Trust Score dell’app di recensioni sul vino, come ad esempio Vivino, soprattutto in alcuni mercati per le recensioni di prodotto, o di Trustpilot, soprattutto sulle recensioni di servizio.


Un altro fenomeno in continua crescita è quello in cui il consumatore diventa testimonial (quindi Influencer) dei prodotti acquistati, il cosiddetto “follow the crowd“. Inoltre, il consumo è diventato sempre più anarchico. Entrano in gioco diverse dinamiche dei processi di acquisto, come ad esempio TOPO (Try Offline, Buy Online) o ROPO (Research Online, Purchase Offline). L’influencer marketing è un argomento complesso, così come lo studio del comportamento dei consumatori o il Neuromarketing, una disciplina che fornisce i mezzi per influenzare le dinamiche decisionali.


Target. Generalmente, il target è suddiviso in categorie in base a geolocalizzazione, dati demografici, reddito, interessi e abitudini comportamentali. Ognuna ha le sue caratteristiche specifiche. Ad esempio, gli individui che fanno parte della Generazione Z (Net Generation) si concentrano sui problemi ambientali che dovranno affrontare; pertanto, tendono a essere più eco-friendly rispetto ad altri segmenti. Di conseguenza, le campagne di comunicazione devono considerare fortemente questi fattori.

D’altro canto, i Millennials sono generalmente più istruiti, scettici e, lontani da ideologie o fedi, narcisisti; cercano la gratificazione immediata e l’approvazione dei pari ma sono consapevoli dei problemi ambientali. Sono anche ricercatori di prodotti ed esperienze unici, sono cresciuti con marchi di lusso, e questo non li fa più percepire come qualcosa di insolito o particolarmente desiderato. In particolare, amano lo Storytelling. Pertanto, ogni campagna o canale deve considerare le caratteristiche generiche di un target preciso, creando una comunicazione su misura. Ovviamente, si tratta di categorizzazioni generiche; in realtà, la segmentazione non è mai così omogenea.


Influencer online, offline e canali. Il marketing degli Influencer può essere particolarmente efficace in mercati del vino meno liberi come gli stati del Monopolio, dove lo Stato controlla i canali di distribuzione, o negli Stati Uniti con il sistema “Three-Tier”, ma anche in Russia, dove la pubblicità di alcolici è proibita su determinati canali. Un Influencer può comunicare e promuovere contenuti in organico (non a pagamento), ad esempio, sui social media, a un pubblico, vasto oppure di nicchia, in un mercato in cui queste tipologie di campagne a pagamento sono vietate.

Anche i corsi sul vino (online e offline) influenzano fortemente le decisioni dei consumatori. Tuttavia, gli educatori del vino sono tra gli Influencer più persuasivi che si rivolgono a un pubblico perfettamente mirato e coinvolto. Basta considerare un esempio di come i corsi WSET promuovano il crescente interesse per i vini fortificati, che ultimamente sono sottovalutati in molti paesi. Inoltre, enti promozionali collettivi come consorzi o varie associazioni aumentano la formazione online e offline, influenzando le scelte dei professionisti o degli appassionati di vino.

Tra i principali Influencer nel settore del vino che ho menzionato ci sono giornalisti, scrittori, educatori, comunicatori e blogger. Quando si tratta di blogging, un contenuto perfettamente ottimizzato per la ricerca web tramite attività SEO, porta costantemente sempre più visitatori, come un video o un articolo. Ci sono molti canali di comunicazione e oggigiorno abbiamo Influencer altamente specializzati su alcuni di essi: Blogger, Vlogger, YouTuber, Instagrammer e TikToker sono i più comuni nel settore dell’enogastronomia..

corsi vino online

Tendenze. Un brand di vino dovrebbe considerare le ultime tendenze per le strategie di Influencer Marketing. Tenere conto del cambiamento nei modelli di consumo è essenziale. Tendenze come “dall’economia con all’economia senza” (senza o poco alcol, senza solfiti aggiunti, senza zucchero, ecc.), verso criteri salutistici, attenzione alla sostenibilità (bottiglia più leggera, packaging riciclabile, gestione dei rifiuti e dell’acqua, tra gli altri), sono tutti mezzi di comunicazione potenti ed efficaci nella strategia di Influencer Marketing. I megatrend, che non riguardano solo il business del vino, sono ormai dei classici come l’anarchia comportamentale, qualità=prezzo=redditività, contaminazione culturale, ecologismo, etnocentrismo dei consumi, animosità dei consumi (effetto paese d’origine, ad esempio, Made in Italy) e molto altro.


Come si misurano le performance degli Influencer? L’efficacia della strategia di marketing degli Influencer è spesso difficile da misurare in modo tangibile, soprattutto quando si lavora sulla Brand Awareness. Nel Digital Marketing, ci sono vari software di misurazione come Klout, Kred, Peer Index e Net Promoter Score, ma anche strumenti come Social Mention, Keyhole, Google Alerts, HowSociable, Socialbackers, Hootsuite e molti altri. Possiamo misurare in dettaglio l’efficacia di qualsiasi campagna sponsorizzata in collaborazione con un Influencer. Invece, la campagna offline potrebbe essere misurata in aumento delle vendite o feedback positivi tramite menzioni social.

Gli Influencer possono provenire o meno dal settore vinicolo. Tutto dipende dalla strategia scelta. Tuttavia, dobbiamo tutti considerare la complessità, l’importanza e la profondità di questo argomento, spesso giudicato in modo superfluo o da un punto di vista limitato. Invece, è una disciplina di alto valore e sofisticata per il settore vinicolo in cui nessuna influenza dovrebbe essere sottovalutata.


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Pubblicato da Irina Mihailenko DipWSET e Digital Marketing Specialist

Nata a Riga, da oltre trent’anni vivo in Italia e da circa venti lavoro come consulente, restaurant manager e brand ambassador. Sono una sommelier professionista con diploma delle due associazioni italiane AIS e FISAR, DipWSET (WSET Level 4 Diploma in Wines, London School), Valpolicella Wine Specialist, Langhe Wines Ambassador, Degustatore AIS, Official Port, Sherry, Madeira e Cava Educator, SSA Certified Sake Sommelier e giudice ai concorsi come London Wine Competition o Rassegna PIWI.

In qualità di Founder e Project Manager, gestisco la piattaforma e-commerce Tooscans dedicata principalmente ai prodotti toscani, che opera anche come un distributore offline. Nel 2020 ho creato il sito web Sparkling Life, pubblicato in tre lingue e focalizzato sulle eccellenze italiane. Mi occupo inoltre di consulenza e comunicazione nel settore enogastronomico, digital marketing & branding strategy, content marketing, SEO, social media marketing & Adv, e della formazione nel mondo del vino.

Scopri di più: Irina Mihailenko