
I Vini del Sudafrica rispecchiano una straordinaria realtà da esplorare più in dettaglio in quanto vengono prodotti stili veramente distintivi. Questo articolo si basa sui miei studi per il Diploma WSET e sul corso di formazione Wine of South Africa, quindi spiega le influenze climatiche generali, la classificazione secondo lo schema Wines of Origin e gli stili principali prodotti ma senza andare a focalizzarsi in dettaglio sulle differenze regionali che affronterò in un secondo momento.
La produzione vitivinicola del Sudafrica trae vantaggio dal suo clima caldo mediterraneo, accompagnato da varie influenze che moderano le temperature elevate. Diverse catene montuose e brezze, in particolare provenienti dalla corrente del Benguela dall’Antartide, diminuscono le temperature diurne e facilitano una maturazione più lenta delle uve. Ciò promuove l’intensità degli aromi mantenendo un’elevata acidità nei grappoli. Il range di altitudini, varietà dei tipi di terreno e di esposizioni diversifica ulteriormente le condizioni microclimatiche, consentendo la coltivazione di un’ampia gamma di uvaggi e la produzione di vari stili, dai vini economici ad alto volume alle offerte di qualità premium.
Il Sudafrica è rinomato per i suoi Chenin Blanc e Pinotage molto distintivi, apprezzati sia dai consumatori occasionali che dai professionisti del settore. Alcuni stili, come “Coffee Pinotage” e “Cape Blends” (sia rossi che bianchi), hanno guadagnato un’enorme popolarità sia nei mercati nazionali che internazionali. L’assenza di regolamenti ufficiali per la produzione di Cape Blend consente ai produttori la flessibilità di utilizzare le varietà e creare stili diversi tra loro.

Foto: Vigneti attorno a Robertson (www.wosa.co.za)
Il continuo miglioramento delle tecniche di coltivazione e di vinificazione ha portato a un aumento notevole della qualità. Dopo la fine dell’apartheid e le elezioni democratiche dell’African National Congress, il mercato delle esportazioni ha vissuto un boom. I produttori hanno finalmente ottenuto il potere di decidere i vini da produrre, inclusi stili, qualità, volumi e fascia di prezzo. Da lì possono commercializzare e vendere i loro vini direttamente ai consumatori, agli importatori o ai rivenditori. Molti produttori hanno iniziato a viaggiare all’estero per accedere alle conoscenze e consultarsi con noti viticoltori ed enologi, migliorando costantemente le loro abilità.
I produttori hanno accesso a vari enti di certificazione che possono garantire determinati standard di qualità ai consumatori. Questi enti possono aderire allo schema Wine of Origin e certificare i vini all’interno del sistema Integrated Production of Wine, che circa il 90% dei produttori esportatori utilizza. Inoltre, possono ottenere certificazioni come Sustainable Wine of South Africa o il sigillo Integrity and Sustainability. Il WOSA (Wines of South Africa) prevede di mostrare queste certificazioni su un unico sigillo, fornendo uno prezioso strumento di marketing.

Foto: www.wosa.co.za
I produttori dei vini del Sudafrica beneficiano di normative più flessibili rispetto a quelle dei paesi europei. L’uso dell’irrigazione aiuta anche a garantire una produzione affidabile. Mentre la maggior parte della produzione si trova nel Capo Occidentale, diverse regioni o distretti hanno una disponibilità idrica variabile a causa delle precipitazioni medie annue che vanno da 300 a 1000 mm all’anno, nonché diversi tipi di terreno con diverse capacità di ritenzione idrica. Alcune regioni, come Swartland, sono note per i loro vigneti coltivati senza irrigare (dry farming) e ci sono molte piantagioni di viti ad alberello. I vini prodotti da queste piantagioni sono spesso di qualità superiore, offrendo agli agricoltori un significativo vantaggio di marketing. Inoltre, alcuni distretti (ad esempio, Stellenbosch o Swartland), zone (ward, e.g. Constantia o Durbanville) e produttori (ad esempio, Boekenhoutskloof) sono ben noti in tutto il mondo, migliorando ulteriormente la reputazione dei vini di Sudafrica nei mercati di esportazione.
Un altro vantaggio è la diffusa disponibilità di manodopera manuale a basso costo. Molti vigneti pianeggianti e dolci pendii consentono la meccanizzazione, riducendo i costi di produzione su larga scala per la produzione ad alto volume, contribuendo così a ottenere prezzi più bassi e più competitivi.
L’ente promozionale senza scopo di lucro WOSA (Wines of South Africa) svolge un ruolo cruciale nella promozione attiva e collettiva del vino sudafricano, sia a livello nazionale che all’estero. I loro sforzi includono attività educative, come l’Academy Online, per migliorare la comprensione e l’apprezzamento dei vini del Sudafrica da parte dei consumatori e dei professionisti del settore.

Foto: Elim, www.wosa.co.za
Il sistema Wines of Origin
La legge riconosce cinque diverse dimensioni dell’area di produzione.
In ordine decrescente di dimensione, ci sono:
- Unità geografica (en. Geographical Unit): denominazione generica che consente blend multiregionali, ad esempio Western Cape.
- Regione (en. region): vaste aree che seguono le caratteristiche geografiche dominanti, ad esempio Coastal Region (Regione Costiera) o Breede River Valley.
- Distretto (en. district): aree più piccole che possono variare in dimensioni ma che condividono caratteristiche ambientali che influenzano lo stile dei vini, ad esempio Stellenbosch o Swartland.
- Zona (en. ward) – aree con terreno e geografia simili che producono vini in uno stile distintivo, ad esempio Durbanville o Constantia.
- Singolo vigneto (single vineyard) – superficie inferiore a sei ettari costituita da una sola varietà.
Le varietà

Focus sul Pinotage
Il Pinotage costituisce circa il 7,4% delle piantagioni di varietà a bacca rossa. Viene utilizzato per produrre vino in un’ampia gamma di stili, da vini rossi e rosé giovani e fruttati a quelli maturati, strutturati e complessi. Il ‘Coffee Pinotage‘ è uno stile molto popolare tra i consumatori. I ‘Cape Blend‘ invece dovrebbero contenere almeno il 30% di Pinotage (come menzionato, non imposto dalla legge). Il Pinotage proveniente da siti più freddi conferisce in genere un aroma e un profilo aromatico di frutta rossa con un tocco di cuoio e spezie. Il profilo del clima caldo mostra note di more, liquirizia e selvaggina.
Focus sullo Chenin Blanc
Originariamente, si chiamava “Steen“, ma questo nome non è più usato, anche se qualche produttore mette ancora questo nome in etichetta. Lo Chenin è prodotto in tutti gli stili, dal secco al dolce, spumante o Cape Blend. L’area dei vigneti è in declino, ma le vecchie viti, in particolare quelle ad alberello, sono molto apprezzate. Il profilo dello Chenin da clima freddo mostra note di mele, pere e fiori di mandorlo. Lo Chenin da clima caldo manifesta sentori di miele, frutta tropicale e nocciola.

Altre varietà
Nel 1996, l’80% della superficie vitata era costituita da varietà di uva a bacca bianca (utilizzate principalmente per la produzione di brandy), mentre nel 2017 questa percentuale è scesa al 55%. Dal 2009, le varietà bianche hanno ricominciato a essere reimpiantate. Per la maggior parte sono vitigni internazionali, prevalentemente francesi. La crescente carenza delle risorse idriche ha portato alla sperimentazione con le varietà mediterranee da clima caldo.
Chardonnay, Sauvignon Blanc e Colombar(d) sono varietà bianche ampiamente piantate. Quest’ultima è spesso indicata senza la “d”, che è molto utilizzata nella produzione di brandy e nei semplici ed economici bianchi secchi. L’Hanepootand Muscadel è un nome tradizionale afrikaans per Muscat d’Alexandrie (Hanepoot) e un nome generico utilizzato per descrivere Muscat de Frontignan e Muscat Blanc à Petit Grains (il Muscadel può essere rosso o bianco). Viene generalmente trasformato in vini fortificati e da dessert.
Le varietà a bacca rossa sono Cabernet Sauvignon, Shiraz, Merlot, spesso utilizzate nei blend bordolesi o anche in congiunta con Pinotage per creare Cape Blend. Il Pinot Noir è ampiamente utilizzato nella produzione di spumante metodo classico, mentre Touriga Nacional, Tinta Roriz e Tinta Barocca sono realizzati per produrre il vino in stile Porto, ma anche sempre più miscelati e utilizzati per vini fermi.

Cape blend
Cape Blend bianchi sono basati sullo Chenin e le varietà bordolesi a bacca bianca, prodotti in tutte le fasce di qualità e prezzo, dai vini semplici ed economici a quelli di alta qualità e complessi. Le varietà bordolesi sono sempre più utilizzate, in particolare per creare cuvée di alta qualità. Gli uvaggi per un Cape Blend bianco economico o di fascia media sono spesso a base di Chenin Blanc, Sauvignon Blanc, Viognier, Chardonnay o Colombard e sono generalmente vinificati per produrre vini giovani e fresci da pronta beva.
Premium Cape Blend bianchi, cioè ad alta fascia di prezzo e qualità, sono spesso basati su Chenin Blanc in prevalenza ma potrebbero includere una gamma di varietà diverse fino a quattro o più. Le regole flessibili consentono soluzioni innovative con un crescente interesse verso le varietà del Rodano, resistenti alle condizioni di siccità. I principali partner di miscelazione sono Viognier, Chardonnay, Semillon, Roussanne e Grenache Blanc. I vini spesso sono maturati in vecchie botti di rovere. La categoria ha guadagnato un’ottima reputazione sia nei mercati nazionali che in quelli di esportazione.

I vini rossi del Sudafrica includono diversi stili:
- Cape blend rossi
- Vini ‘Chocolate/coffee’
- Bordeaux blend
- Blend da varietà Mediterranee
- Vini secchi
- Vini Fortificati
Cape Blend rossi
Generalmente si presuppone che contengano il Pinotage e, come abbiamo detto, non ci sono regole ufficiali. Mentre le regole della competizione della Pinotage Association richiedono un minimo del 30% e un massimo del 70% di varietà Pinotage per le miscele di Cape Blend. L’obiettivo è mantenere il carattere distintivo sudafricano nei vini. Tendono ad essere di qualità premium.
Vini Chocolate/Coffee
Il primo fu realizzato nel 2001 da Bertus Fourie, enologo presso la Diemersfontein Wines di Wellington. La mancanza di spazio nella cantina lo costrinse a fermentare il Pinotage con doghe tostate, trasferendo aromi distintivi di caffè e cioccolato. Lo stile divenne popolare tra i consumatori, diffondendosi di conseguenza nei mercati di esportazione all’interno di mercati di massa come supermercati e grandi discount. Successivamente furono create molte altre versioni, spesso realizzate con l’aiuto della micro-ossigenazione per integrare meglio gli aromi derivati dal legno con quelli fruttati. Altre varietà di uva vengono ora vinificate in modo simile.

Bordeaux blend rossi
Il termine si riferisce alla combinazione di due o più vitigni come Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot con Petit Verdot e Malbec, sempre più utilizzati nei vini del Sudafrica per i blend. I vini di punta di molte aziende sono rappresentati dal mix degli uvaggi bordolesi.
Blend Mediterranei
I problemi di conservazione idrica incoraggiano l’aumento delle piantagioni di varietà mediterranee, in particolare dall’Italia meridionale, dalla Spagna e dal Portogallo. L’interesse principale è per Grenache Noir, Cinsaut (Cinsault), Carignan, Mourvèdre e Tempranillo. La flessibilità legislativa implica l’utilizzo dei blend partner anche molto insoliti. I premium blend spesso contengono quantità significative di uve da vecchie viti, come Cinsaut (Cinsault), Grenache Noir e Carignan, con viti di circa 100 anni di età. I prezzi variano da entry level a premium per questi vini. In origine erano utilizzati per la produzione dei vini fortificati e oggigiorno i produttori si concentrano principalmente su vini fermi da questi vitigni e vecchie viti.
Rossi fermi secchi è un termine generico per vini entry level o alcuni vini ad alto volume, spesso blend e etichette popolari. Le versioni migliori sono composte da uva proveniente da vecchie piantagioni di Cinsaut (Cinsault) o Grenache. Il Ruby Cabernet (incrocio statunitense di Cabernet Sauvignon x Carignan) è molto popolare nelle regioni più calde.
Vini Spumanti
Due metodi sono principalmente utilizzati per la produzione dei vini spumanti del Sudafrica:
Carbonatazione. Produce vini semplici e fruttati che spaziano spesso dall’abboccato al dolce. Sono generalmente fatti interrompendo la fermentazione in anticipo per conservare lo zucchero residuo, poi gasati e rilasciati presto sul mercato per preservare la freschezza e l’aromaticità. Le varietà utilizzate per questi vini includono Sauvignon Blanc, Muscat e Pinotage. Questi vini sono per lo più consumati a livello nazionale ed esportati nei paesi subsahariani, in particolare Angola, Mozambico e Nigeria.
Metodo Classico. Méthode Cap Classique (MCC), rinominato di recente come Cap Classique. I vini sono principalmente realizzati con Chardonnay e Pinot Noir, nonché Chenin Blanc e Pinotage. La Cap Classique Association (CCPA) è stata fondata nel 1992 e i suoi membri producono oltre il 90% del vino spumante fermentato in bottiglia in Sudafrica. Gli standard dell’Associazione richiedono che il vino subisca una seconda fermentazione nella stessa bottiglia venduta ai consumatori, raggiunga una pressione minima di 3 bar dopo la sboccatura e trascorra almeno 12 mesi sui lieviti durante la seconda fermentazione. Inoltre, l’Associazione prevede di introdurre una categoria di qualità superiore che limiterebbe le varietà di uva consentite, imporrebbe la pressatura di grappoli interi (anche se attualmente non è obbligatoria) e richiederebbe un periodo di invecchiamento più lungo sui lieviti. Cap Classique è la categoria in più rapida crescita nel Paese, con vendite raddoppiate circa ogni cinque anni negli ultimi decenni. (Fonte: materiali di studio per il Diploma WSET).

Foto: Kleine Zalze Cap Classique
I vini dolci del Sudafrica sono prodotti nelle seguenti categorie:
- Vendemmia Tardiva Speciale (en. Special Late Harvest): no fortificazione o arricchimento del mosto, minimo 11% abv
- Vendemmia Tardiva Nobile (Noble Late Harvest): no fortificazione o chaptalisation, residuo zuccherino minimo 50 g/l; da uve Chenin, Riesling, Semillon
- Vini Dolci Naturali (en. Naturally Sweet): uva appassita sulla vite/fuori vite/vini di paglia, senza fortificazione o zuccheraggio. Residuo zuccherino minimo è di 20 g/l. Molti vini sono economici, alcuni premium
I miei articoli sono spesso rivolti a studenti di vino e questo articolo, come ho accennato, si basa sui miei studi di Diploma WSET e sul corso South African Wine Education. Questa parte può fornire le basi per uno SWOT, riferendosi ai vantaggi produttivi e di marketing. Consiglio vivamente di completare i corsi gratuiti disponibili tramite i link sottostanti. Di recente il corso è stato integrato da un secondo livello ma entrambi sono disponibili soltanto in lingua inlese. A breve sarà online il corso sui vini del Sudafrica e sullo Chenin Blanc su Tooscans Wine Academy, quindi avrete la possibilità di ricevere i campioni di assaggio e potremo calibrare la degustazione e confrontarci durante la sessione online dedicata.
Link al primo livello: Wines of South Africa online course Level 1
Link al secondo livello: Wines of South Africa online course Level 2

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Pubblicato da Irina Mihailenko DipWSET
Nata a Riga, da oltre trent’anni vivo in Italia e da circa venti lavoro come consulente, restaurant manager e brand ambassador. Sono una sommelier professionista con diploma delle due associazioni italiane AIS e FISAR, DipWSET (WSET Level 4 Diploma in Wines, London School), Valpolicella Wine Specialist, Langhe Wines Ambassador, Degustatore AIS, Official Port, Sherry e Cava Educator, SSA Certified Sake Sommelier e giudice ai concorsi come London Wine Competition, International Wine Challenge (IWC) e Rassegna PIWI.
In qualità di Founder e Project Manager, gestisco la piattaforma e-commerce Tooscans dedicata principalmente ai prodotti toscani, che opera anche come un distributore offline. Nel 2020 ho creato il sito web Sparkling Life, pubblicato in tre lingue e focalizzato sulle eccellenze italiane. Mi occupo inoltre di consulenza e comunicazione nel settore enogastronomico, digital marketing & branding strategy, content marketing, SEO, social media marketing & Adv, e della formazione nel mondo del vino.
Scopri di più: Irina Mihailenko
